Brezza d'Estate, Valderice - Sicilia

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Via Leonardo Da Vinci, angolo via Santa Croce 91019 - Valderice (TP)

Cucina siciliana: 10 piatti piatti tipici da scoprire, visitando Trapani.

0. Cena sul mare Sicilia

Una delle cose per cui l’Italia e gli italiani sono riconosciuti nel mondo, è senza dubbio la buona cucina e l’enorme varietà di piatti e di tradizioni culinarie che caratterizzano il Bel Paese, da nord a sud, isole comprese. 

Quella siciliana, in particolare, è certamente una delle più ricche e variegate di sapori tra le cucine regionali, merito anche degli influssi delle diverse culture e popoli che si sono succeduti sull’isola nel corso dei secoli e la cucina trapanese non fa eccezione.

In questo tour gastronomico virtuale della Sicilia occidentale con dulcis in fundu,  che vi propongo in questo post, vi accompagnerò alla scoperta di alcuni dei piatti e specialità tipiche della gastronomia e pasticceria di Trapani e dintorni che avrete modo di gustare in vacanza. Che la salivazione abbia inizio!

1. Antipasti di tonnara. Del tonno, come il maiale, non si butta via niente!

antipasto tonnara trapani
Come in ogni pasto che si rispetti, iniziamo questa rassegna dagli antipasti che nella tradizione siciliana sono sempre vari, abbondanti e per tutti i gusti: dalla famosa caponata di melanzana, alle sarde beccafico o allinguate, panelle fritte, olive schiacciate e condite e molto altro ancora. 

Un capitolo a parte meritano i vari antipasti di tonnara ricavati appunto dalle diverse lavorazioni di parti differenti del tonno rosso, il gigante del Mediterraneo,  che  fino a pochi anni fa era pescato con la tradizionale tecnica della mattanza nelle tonnare del trapanese, in particolare in quelle di Favignana e Bonagia.

Parliamo quindi della pregiata bottarga di tonno (fenomenale anche grattugiata sugli spaghetti), del lattume fritto o sott’olio, del mosciame, del salame o del cuore di tonno, tutti pietanze dal sapore salato e deciso che accompagnano bene a crostini o bruschette. 

Questi pietanze dai sapori particolari legati anche alle lavorazioni quali essiccazione, salatura, conservazione sott’olio, servivano a preservare gli alimenti e facilitare il commercio,  raccontano di un passato non molto lontano i cui Trapani e la Sicilia erano protagoniste di una fiorente industria del tonno legata alle affascinanti imprese della famiglia Florio, la cui saga è raccontata nel recente libro di successo “I leoni di Sicilia”, della scrittrice trapanese Stefania Auci.

2- Cous cous di pesce alla trapanese. Chiamatelo u cùscusu!

cous cous di pesce trapanese

La vicinanza geografica con il nord Africa, dall’altra sponda del Mediterraneo e le influenze delle cultura araba su quella siciliana, si riflettono nel cous cous di pesce della tradizione culinaria trapanese o più correttamente nel cùscusu, il piatto che meglio rappresenta Trapani e la sua cultura marinara.  

Questo piatto tipico con una lunga storia e tradizione  alle spalle, diffuso sulla costa da Mazara del Vallo a San Vito Lo Capo e sulle Isole Egadi e Pantelleria, con piccole varianti nella preparazione che si tramandano in famiglia da generazioni, era un tempo il piatto unico delle feste e delle grandi occasioni. 

La sua preparazione è piuttosto laboriosa e prevede alcuni rituali come “incocciare” (raggranellare con le punta delle dita bagnate) la semola di grano duro per poi cuocerla a vapore in un’apposita tegame di terracotta per essere “abbeverata” con il brodo ricavata da una zuppa di pesce arricchita con spezie e odori.

Non lasciatevi ingannare però, il modo di preparare e condire il cùscusu è diverso dai cous cous delle tradizione magrebina e nordafricana.

L’origine del cùscusu trapanese  è da cercare verosimilmente nei contatti che storicamente i pescatori trapanesi avevano con i pescatori tunisini e libici quando si spingevano sulle coste africane alla ricerca di spugne e coralli; da essi, i trapanesi,  ne appresero l’uso del cous cous che portarono a casa accompagnandolo agli scarti dei pesci rimasti invenduti. 

Un piatto povero quindi all’origine, ma ricco di storia delle culture del Mediterraneo che non potrà che sorprendervi nella complessità dei suoi sapori.

3 Le busiate con il pesto alla trapanese. Influenze liguri.

busiate pesto trapanese

Insieme al cùscusu, le busiate con il pesto alla trapanese ( in dialetto pasta cu l’agghia) sono un’altro piatto tipico rappresentativo di Trapani e della sua ricca tradizioni culinaria fatta di scambi e contatti tra popoli. 

Il pesto alla trapanese è infatti un pesto rosso usato per condire sia la pasta che a volte le bruschette, variante del più noto pesto alla genovese, ottenuto pestando nel mortaio: pomodoro, basilico, mandorle, pecorino, olio d’oliva e il locale aglio rosso di Nubia, quest’ultimo coltivato principalmente attorno le Saline di Trapani e Paceco.

Le origini del pesto alla trapanese sono legate al periodo storico in cui la marineria trapanese era molto attiva nel Mediterraneo sia per il commercio del sale che nella pesca dei coralli e spugne e nel porto di Trapani spesso stazionavano i marinai genovesi che portavano con sé la tradizionale agliata ligure usata per conservare il pesce sulle navi e che i pescatori trapanesi adottarono, aggiungendo i prodotti del luogo quali il pomodoro e le mandorle.

La busiata è invece una pasta fresca tipica del trapanese dalla forma attorcigliata a spirale che viene ottenuta avvolgendo la pasta attorno una canna chiamata  buso e che si ricava dai cespugli della disa, una pianta che insieme alle palme nane caratterizza il paesaggio costiero battuto dal vento del litorale trapanese.
Le busiate con il pesto alla trapanese sono un piatto sfizioso da gustare da sole o come da tradizione in famiglia accompagnate con una frittura di melanzane o di pesce fresco come il cicirello.

4- Primi piatti di pesce. “Non è un paese per carnivori”

spgahetti brodo aragosta piatto tipico trapani
Confesso che la semicitazione è un pò una provocatoria. Nella cucina trapanese e della Sicilia occidentale dell’entroterra ci sono certamente dei secondi di carne tradizionali che meritano una menzione in questa classifica, quali gli involtini di carne, la salsiccia con i semi di finocchietto selvatico, il cous cous con i broccoli e carne di maiale o il coniglio lardiato, ma sono piatti in genere  consumati in ambito familiare o in periodi diversi da quello estivo. 

La cucina trapanese dei ristoranti e trattorie tipiche, è soprattutto una cucina di mare che si basa sulla disponibilità di pescato fresco nella bella stagione.
Tra i primi piatti di pesce da provare e annoverare ci sono, a mio avviso, le busiate con il ragù di tonno e gli spaghetti spezzati in brodo di aragosta, entrambi espressione della cucina isolana egadina ( delle isole di Favignana, Marettimo e Levanzo). 

In realtà si tratta di piatti ricchi e sostanziosi che potrebbero essere considerati unici.

Il ragù di tonno è un ricco ragù preparato con diverse parti del tonno fresco ( ventresca, tarantello e la coda) con l’aggiunta di passata di pomodoro, cipolla, aglio, alloro, trito di mandorle, finocchietto selvatico oppure mentuccia fresca.

Per gli spaghetti spezzati in brodo di aragosta, eviterò di descriverne gli ingredienti e preparazione per non farvi del male e rovinare la poesia del momento, considerato che il piatto si descrive già da se.
mi limiterò ad allegare una foto descrittiva conscio che non saprà dare giustizia all’unicità e bontà di questo piatto, ahimè non da tutti i giorni (e tasche), ma certamente da provare.

5- La rianata e le patate vastase. Non la solita pizza!

pizza rianata tipica trapani

Un’altro piatto tipico che nasce nel centro storico di Trapani e che oggi  è diffuso in tutta la provincia è la rianata, una pizza tipicamente trapanese che prende il nome dall’ingrediente principe che le conferisce il sapore particolare: l’origano di montagna, in dialetto “riano”.
Si tratta di una pizza cotta nel forno a legna dalla pasta spessa e con un generoso condimento in grado di saziare gli appetiti più robusti fatto con pomodoro fresco “siccagno”, sarde sotto sale,  pecorino siciliano, parecchio origano per l’appunto e abbondante aglio, meglio se aglio rosso di Nubia. 

E una pizza gustosa dal sapore deciso e sapido che richiede di essere “innaffiata” da una birra oppure accompagnata da un buon rosso tipico siciliano quali frappato o giovane Nero d’Avola.

Nelle pizzerie storiche trapanesi, la rianata, spesso servita sul piatto già tagliata a piccoli rombi con la mezzaluna è  preceduta da un’altro antipasto altrettanto tipico che come da rituale viene condiviso tra i commensali seduti a tavola, nell’attesa della pizza: le patate vastase.
Vastase”, potrebbe essere tradotto dal siculo in “biricchine o scostumate” ed è calzante per descrivere questo sfiziosissimo antipasto, sebbene il termine sia riduttivo, di patate cotte in teglia dentro al forno a legna con cipolla rossa, ciliegino, abbondante mozzarella, origano e peperoncino.
Vi avverto, se già fare fuori una rianata media non è un’impresa da tutti lo è ancor di più dopo essersi strafogati di calde e filanti patate vastase. 

Buone tentazioni!

6- Il pane cunzatu trapanese, perfetto cibo da strada e d’amare.

pani cunzatu street food trapani

Il panorama del cibo da strada siciliano è certamente uno dei più variegati al mondo. Basta farsi un giro nei mercati rionali  di Palermo, Catania e delle altre città per rendersi conto delle numerose specialità gastronomiche in grado di accontentare tutti i palati: dalle panelle a lo sfincione palermitano alle arancine con il ragù o al burro, al panino con la milza, alle  verdure in pastella ai cartocci di pesce fritto e molto altro ancora.

All’interno di questo universo culinario troviamo il pane cunzatu ( che significa condito), che con diverse varianti è presente in tutta la Sicilia.  Di base è del semplice pane casereccio cotto nel forno a legna e condito ancora caldo nella sua versione più semplice con dell’olio d’oliva, origano, acciughe, tuma o primo sale e del pomodoro fresco a fette.

Nelle versioni più elaborate può accogliere il tonno o gli sgombri sott’olio, le olive, le melanzane arrostite, i pomodori secchi, i capperi e quello che la fantasia del momento suggerisce.

La particolarità del pane cunzatu trapanese è legato alla presenza di alcuni forni soprattutto sulla strada per le spiagge di Màkari e San Vito Lo Capo e nel borgo di Scopello dove il pane cunzatu è particolarmente buono e che nelle mattine d’estate si trasformano in tappa obbligata e luoghi di culto per chi si appresta a trascorrere l’intera giornata al mare.

L’altra particolarità della variante trapanese è spesso l’utilizzo del cabbucio, una tipica pagnotta morbida con un impasto simile a quello della pizza, come base per “cunzare” il pane. Mmmhm, che bonta!

7- Il caldo freddo. Chiamarlo gelato è riduttivo!

caldo freddo gelato sicilia san vito lo capo
Ditemi la verità. Se pronuncio le parole “Sicilia” ed “estate”, quasi certamente la vostra mente, in automatico, rievocherà le immagine del sole, del mare e magari dei gelati e granite; per intenderci quelli della tradizione siciliana, saporiti, colorati e generosi nelle quantità da accompagnare con una soffice e dolce brioscia ( brioche ) e che magari sognate di gustare non appena metterete piede in terra sicula.

Nell’universo dei gelati siciliani, uno dei gelati che avrete modo di provare visitando la zona tra Trapani e San Vito Lo Capo, isole Egadi comprese, è il caldo-freddo.

Si tratta di un dessert di gelato creato nella metà del secolo scorso proprio A San Vito Lo Capo, servito generalmente all’interno di un piccola coppa di terracotta ( una riproduzione in miniatura del contenitore in cui tradizionalmente si incoccia il cùscusu) e che unisce il freddo del gelato con il caldo della cioccolata fondente, quest’ultima versata sulla composizione poco prima di essere servita e consumata. 

Sulla base della coppa viene posto del pan di spagna imbevuto di rum che viene in successione coperto da 2-3 gusti di gelato cremoso ( caffè, nocciola, pistacchio, mandorla), dalla panna montata e dalla colata finale di cioccolata con granella di arachidi. 

Se vi si è alzato l’indice glicemico solamente nel leggere gli ingredienti, sappiate che il caldo freddo oltre ad essere una delle migliori invenzioni dell’umanità è anche il pasto perfetto per affrontare le assolate giornata al mare: fresco, completo e leggero o quasi. 

Una volta provato, non tornerete più indietro!

8- Le genovesi ericine. Che c’entrano i liguri?

Genovese, pasticceria di Erice

Acchinamu a Erice!” . Così normalmente inizia la conversazione tra amici a Trapani, quando si vuole invitare il resto della comitiva a “acchianare” (letteralmente salire) ovvero raggiungere la vetta del Monte Erice dove sorge il tipico borgo medievale.
In realtà taleinvito va oltre l’idea di prendere una boccata d’aria fresca nelle calde serate estive per godersi il panorama dai giardini del Balio o di camminare nelle suggestive stradine di Erice avvolti dalla nebbia e dalla luce fioca dei lampioni nelle fredde sere d’autunno. 

Acchinamiu a Erice!” sottintende sempre un invito a fare tappa alla propria pasticceria preferita per comprare i tradizionali dolci di pasta di mandorla da portare a casa e per mangiare una meravigliosa genovese appena sfornata, lì su due piedi ancora calda, davanti il bancone per coglierne la bontà e la fragranza. 

L’origine del nome di questo dolce, genovese, sembra derivi dalla sua forma che ricorderebbe la sagoma dei cappelli dei marinai genovesi (sempre loro come per il pesto) che solevano frequentare il porto di Trapani quando gli scambi commerciali con Genova erano piuttosto vivi.

La genovese, da gustare obbligatoriamente calda, è l’unica scusa trainante, un ottima scusa ad onore del vero, che riesce a far camminare sulle strade selciate di Erice in salita sia pargoli che mogli o compagne al seguito. 

Nella semplicità dell’involucro di pasta frolla con il suo ripieno di crema pasticciera e la spolverata finale di zucchero al velo c’è sia una ricompensa per l’acchinata e la  risposta a tutto. 

9- Le graffe e le cassatelle fritte con la ricotta. Non si vive di soli cannoli.

graffa con ricotta, Trapani

Cosa c’è di meglio di un cannolo croccante riempito sul momento con della ricotta fresca di pecora con l’aggiunta di scorzette d’arancia candita e gocce di cioccolato o granella di pistacchio?  

Se siete dei “ricotta lover” e della pasticceria siciliana in genere, saprete già che la ricotta è presente in numerose preparazione dolciarie oltre al già menzionato cannolo, quali la cassata siciliana o l’iris palermitano con la ricotta, ad esempio .

 Tra queste preparazioni a base di ricotta, meno note forse, ma tipiche di Trapani e dintorni e che meritano assolutamente di essere provate almeno una volta nella vita, ci sono senza dubbio la graffa con la ricotta e la cassatella fritta, sempre con la ricotta.
La graffa è una sorta di bombolone fritto dall’impasto soffice farcito con ricotta e gocce di cioccolata, il tutto servito con una spolverata di zucchero a velo.  

Lo trovate facilmente nei pasticcerie e i bar della zona spesso consumato a colazione o metà mattinata dai locali, seguito da un caffè.

La cassatella ( in dialetto cassatedda) è invece una mezzaluna di pasta friabile con un ripieno di ricotta aromatizzata con gocce di cioccolato, scorza grattugiata d’arancia e cannella che va gustata ancora calda dopo essere stata fritta nell’olio bollente; un tempo preparata in famiglia in occasione delle feste, oggi la si trova un pò tutto l’anno e in occasione delle diverse sagre estive.

10. Le granita di gelsomino e di gelsi rossi. L’estate in un bicchiere.

granita siciliana gelsomino

Chiudiamo questa personale classifica culinaria dei cibi e piatti della cucina tradizionale trapanese da provare in vacanza, con una rinfrescante e dissetante granita siciliana ottima sia a fine pasto, che come colazione nelle mattine d’estate o merenda pomeridiana; in pratica ogni momento della giornata è sempre quello giusto.

Senza dubbio la Sicilia orientale vanta una lunga e prolifica tradizione in tema di granite con un’ampia varietà di gusti che valorizzano le eccellenze del territorio quali i limoni, il pistacchio e le mandorle. Per chi fosse invece in vacanza nella provincia di Trapani nei mesi estivi, consiglierei invece di provare le granite di gelsomino e di gelsi rossi, entrambe figlie dell’influenza araba sulla cucina della Sicilia occidentale e le cui preziose materie prime si raccolgono proprio nel cuore dell’estate.

Tradizionalmente chiamata “scursunera” ( un tempo si usava la radice della scursunera hispanica per aromatizzarla), la granita di gelsomino è una granita dal gusto molto delicato e avvolgente, ricavata dai fiori del gelsomino siciliano che profumano le notti d’estate e che ritroverete nel bicchiere ad ogni assaggio.
Più di carattere e deciso è invece il gusto della granita di gelsi rossi, ricavata appunto dai frutti di gelso di questi imponenti alberi mediterranei, che in bocca si presenta succosa, dolce e leggermente asprigna.

 

Il magico borgo di Erice: 10 cose da fare, vedere e … mangiare

Torre Pepoli a Erice

Posto sulla vetta del monte omonimo che si affaccia sul mare, Erice è un piccolo e suggestivo borgo siciliano in provincia di Trapani facente parte del club “I borghi più belli d’Italia”, da visitare assolutamente durante le tue vacanze in questo angolo di Sicilia e che potrai raggiungere agevolmente dalle case vacanze “Brezza d’Estate” a Valderice, in soli 15 minuti d’auto.  Soprannominata anche “Città della scienza” per via della presenza del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, che richiama ogni anno migliaia di scienziati e studiosi da tutto il mondo sui temi delle fisica nucleare ed emergenze planetarie.

Sospeso nel tempo e tra le nuvole, dall’alto dei 750 metri sul livello del mare del Monte Erice, il borgo di Erice non è solo una tappa d’obbligo nelle calde giornate estive per chi è alla ricerca di un pò di frescura e di una pausa dal mare, ma soprattutto un luogo dalla storia millenaria ricca di fascino da scoprire, anche in altri periodi dell’anno.
Iniziamo, quindi, questo viaggio assieme con una lista di suggerimenti di 10 cose da fare, da vedere o da mangiare, che non puoi assolutamente perderti se visiti Erice.

1- Come arrivare a Erice

Funivia di Erice

Può sembrare curioso, ma raggiungere la vetta di Monte Erice è già di per sé un’esperienza unica. Ci si può arrivare in auto attraverso una delle serpeggianti strade che la collegano alla valle da Valderice o da Trapani, oppure dalla panoramica funivia che la congiunge al quartiere di Erice- Casa Santa posto alle pendici della montagna.
A rendere unica questa esperienza sono l’incredibile diversità di paesaggi e di colori e la profondità dei panorami mozzafiato sul mare, sulle isole Egadi, sulle montagne e la campagna circostante che potrai osservare da diverse prospettive e con diverse modalità: “in volo” sospeso nel cielo, prendendo appunto la funivia, oppure rallentando in una delle tante curve panoramiche, per assaporarne meglio l’attimo, se sali in auto o perchè no, a piedi o in bici.

2- Passeggiare senza meta per i vicoli di Erice. 

Vicoli di Erice
Una volta raggiunta la vetta di Erice e magari parcheggiato la propria auto o moto in prossimità di una delle 3 antiche e maestose porte di accesso  al centro storico, ciò che ti consiglio di fare è di passeggiare  senza una meta precisa per le caratteristiche stradine selciate di Erice, magari lasciandoti guidare dal momento e dal senso della scoperta. In fondo Erice è piccola e la si esplora facilmente a piedi. Potresti iniziare, ad esempio, girando attorno al suo perimetro esterno partendo da Porta Trapani e percorrendo le antiche mura ciclopiche che la collegano a Porta Carmine per poi raggiungere  la più distante Porta Spada. 

Oppure, potresti addentrarti nel cuore del paese alla scoperta delle numerose chiese, dei caratteristici cortili ericini addobbati con fiori, delle botteghe artigiane o lasciarti guidare dall’odore dei dolci appena sfornati di una della tante pasticcerie tipiche ericine. Che tu decida di farlo di giorno oppure nelle ore serali con luce soffusa nei vicoli avvolti dalla (quasi) sempre presente nebbia, camminare tra le viuzze di Erice ti regalerà sempre inaspettate sorprese.

3- Andare in giro per castelli e musei. 

Castello di Venere, Erice

La storia di Erice è associata a quella degli Elimi, un’antica popolazione proveniente probabilmente dalla Grecia o dall’Anatolia e che si stanziò in Sicilia occidentale intorno all’VIII sec. A.C. .  Furono proprio gli Elimi a fondare Erice e la vicina Segesta. Per chi  volesse  fare un tuffo nel passato sino alle sue origini, il luogo da visitare anche per le magnifiche vedute, è il Castello di Venere  ovvero ciò che rimane di una fortezza normanna costruita  sui resti di un antico Santuario, per l’appunto elimo, dedicato al culto di una divinità femminile della fecondità e che in epoca romana venne identificata con Venere. 

Non molto distante dal castello sorgono le Torri Pepoli  dal nome di un colto mecenate locale che agli inizi del ‘900 finanziò il recupero delle antiche torri normanne del balio, un tempo collegate tramite ponte levatoio alla rocca dove sorge il Castello di Venere. Lo stesso conte fece edificare , non lontano dalla torri, una torretta  dove ospitava artisti e studiosi del tempo. Oggi la Torretta Pepoli, dopo un recente restauro e progetto che la vede convertita in un museo multimediale, ritorna ad essere visitabile dal pubblico. 

Continuando il nostro giro, altra tappa da non perdere è il Museo  “Antonino Cordici”,  in cui sono esposti reperti archeologici e opere d’arte provenienti collezioni private che testimoniano la storia di Erice e della sua popolazione attraverso i secoli.

4- Tour a piedi delle chiese

Chiesa Madre -Duomo di Erice

Un tempo conosciuta come città delle 100 chiese, Erice conserva ai giorni nostri solo alcune delle numerose chiese costruite nel corso dei secoli della sua lunga storia.  Molte chiese di notevole pregio sono visitabili partendo dal suggestivo Duomo dell’Assunta o Matrice ( XIV sec.) con la vicina torre campanaria, dalla cui sommità è possibile ammirare il paese d’alto, proseguendo con la Chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano e San Giovanni Battista, solo per citarne alcune tra le più belle, il tutto seguendo un apposito itinerario tra le vie del borgo. 

Rimarrai colpito dalla varietà degli ambienti interni e commistione di stili architettonici che convivono tra loro, frutto delle varie epoche e civiltà che si sono succedute nel corso della storia millenaria della Sicilia: dal normanno al gotico chiaromontano al rinascimentale per citarne solo alcuni.

5- Panorami unici e tramonti mozzafiato. 

Tramonto dal Balio di Erice

Grazie alla peculiare posizione sulla vetta di una montagna,  nel girovagare tra le stradine più esterne di Erice, non potrai fare a meno di ammirare gli splendidi panorami sul mare e la valle sottostante  da togliere il fiato. In particolare, il mio consiglio è di non perderti le viste mozzafiato su Monte Cofano che potrai godere dalla fortezza del Quartiere Spagnolo oppure dai Giardini del Balio, posti più in alto. 

Dai giardini, inoltre, volgendo lo sguardo in direzione opposta verso sud-ovest  potrai anche ammirare dall’alto la città di Trapani con la sua tipica forma a falce e le sue saline, con le isole Egadi che fanno da sfondo. Scrutando l’orizzonte, con un pizzico di fortuna e cielo limpido, magari riuscirai anche a scorgere i contorni dell’isola di Pantelleria e della costa tunisina in lontananza.
Che dire poi, della cornice da favola delle torri e del vicino castello di Venere, ideale per ammirare dei romanticissimi tramonti infuocati sul mare in dolce compagnia?

6- Tentazioni dolciarie siciliane.  

Genovese, pasticceria di Erice

Erice, almeno per la gente del posto, fa rima con “la genovese” il tipico dolce della tradizione pasticciera siciliana ericina di cui tutti i locali, e non solo, vanno matti. Non importa se la giornata non è delle migliori e su in vetta c’è un pò della caratteristica  nebbia serale; gustare una genovese ancora calda appena uscita dal forno di una delle pasticcerie tipiche, con il suo ripieno fumante di crema pasticciera, è sempre un buon motivo per salire a Erice e fare due passi. E se volessi approfondire, ci sono anche i vari dolci di pasta di mandorla, nelle versioni semplici o con la zucca e i cedri canditi, lavorati a mano come avveniva in passato nei conventi delle suore di clausura presenti a Erice. Ti avverto, resistere all’odore dei forni che si propaga per i vicoli del borgo sarà difficile così come uscirne facilmente con mani e pancia vuote!

7- Artigianato locale, cosa comprare. 

Ceramica artistica Erice

Camminando tra le viuzze di Erice sarà facile imbattersi in una delle tante piccole botteghe e negozi che vendono tappeti artigianali e ceramica tradizionale ericina , due dei prodotti che insieme ai dolci identificano Erice nel mondo. I tappeti sono ancora oggi intrecciati con tradizionali telai in legno e presentano dei caratteristici disegni geometrici a rombi dai colori variopinti. Anche la ceramica maiolica ericina  viene creata seguendo  le antiche tecniche  del XV sec. e dipinta esclusivamente a mano con motivi floreali o disegni geometrici.

8- Erice e gli eventi del Natale e della Pasqua

Processione dei Misteri di Erice

Il borgo di Erice è certamente più visitato e animato nei mesi estivi, merito sia del suo clima sempre fresco e arieggiato che la rendono luogo di villeggiatura ideale per sfuggire al caldo siculo che di tanti piccoli eventi che si svolgono in estate: dalle rievocazioni medievali, ai tornei sportivi, agli eventi religiosi e culturali. Tuttavia, anche l’atmosfera che si vive e respira nell’antico borgo durante le festività natalizie e la Settimana Santa che precede la Pasqua non potrà non affascinare. 

Da non perdere è l’antica e suggestiva Processione dei Misteri del Venerdì Santo tra i vicoli di Erice che segue tutt oggi l’itinerario originale della seconda metà del ‘500 e che si svolge in concomitanza con la ben più nota, imponente e lunga (quasi 24 ore)  Processione dei Misteri di Trapani, che si svolge giù a valle. 

Anche l’atmosfera del  Natale a Erice e delle vacanze natalizie è ricco di eventi e regala le sue emozioni. Camminare alla scoperta dei presepi tradizionali sparsi tra le vie, piccole opere d’arte realizzate in corallo, stoffa, cera, legno e terracotta, con l’odore dei dolci e del vino cotto provenienti delle botteghe e il suono delle zampogne è un’esperienza straordinaria piena di magia che ti riporta indietro nel tempo. Da non perdere il Regio presepe monumentale meccanico con statue in terracotta e cera  che riproduce scene di vita barocca e delle Sicilia di un tempo.

9- Erice e attività all’aria aperta.

Sentieri e cammminate Monte Erice
Erice con la sua montagna offre l’opportunità di immergersi nella  natura e di praticare diversi sport outdoor e attività all’aria aperta, per gran parte dell’anno. Per gli amanti delle semplici camminate o escursioni a piedi sono numerosi, infatti, i sentieri panoramici curati e promossi dalla locale sezione del CAI ( Club Alpino Italiano) che collegano la vetta con le valli o ad esempio con il Museo Agroforestale di San Matteo che raccoglie esemplari della fauna e flora locale, impegnato inoltre nella preservazione e allevamento dell’asino pantesco. Tali sentieri fanno parte della più vasta rete sentieristica dell’Agro ericino ovvero l’insieme dei comuni costieri che si estende a ovest fino a Castellammare del Golfo. 

Sicuramente non per tutti, ma per gli appassionati di downhill, è possibile cimentarsi in adrenaliniche discese in mountain bike dalla vetta attraverso trails, sentieri di enduro e freeride che alcuni appassionati di questa disciplina sportiva  hanno realizzato e che mantengono con cura dando vita a Erice Bike Park. Comodo il servizio di risalita tramite funivia.

10- Sposarsi a Erice.

Matrimonio Castello di Venere Erice

Leggendo fin qui, avrai già capito che è facile innamorarsi di Erice e ad Erice, se in giusta compagnia. Sono infatti sempre di più le coppie, provenienti da tutto il mondo,  che scelgono  Erice per il suo fascino unico  per celebrare il proprio matrimonio in una cornice da favola, da set cinematografico. Che sia celebrato con rito religioso oppure civile  le location ad Erice non mancano affatto: dall’imponente Real Duomo, alla Chiesa di San Giuliano, alla piccola e suggestiva  Chiesa di Sant’Orsola,  allo spazio aperto racchiuso tra le mura del Castello di Venere con le sue panoramiche viste sulla valle e il mare, Erice saprà regalare alle future coppie  e agli invitati emozioni e memorie uniche da sfogliare nel tempo.

10 tra le spiagge più belle della Sicilia occidentale, a Trapani e dintorni.

Fare un selezione delle spiagge e delle località di mare più belle della Sicilia, non è un’impresa semplice considerato il numero di baie, calette e angoli paradisiaci più o meno noti, disseminati lungo 900 km di costa balneabile, isole minori escluse.

Mi limiterò pertanto a elencare solo alcune delle baie e spiagge “sotto casa”, lungo la costa trapanese della Sicilia Occidentale, facilmente raggiungibili in non più di mezz’ora d’auto dalla nostra struttura “Brezza d’Estate” a Valderice, che con la loro varietà e offerta riescono a soddisfare sia i “tipi da sabbia” che da ghiaia, sia le famiglie con bambini che i più avventurieri e solitari “tipi da scoglio”.

1- San Vito Lo Capo e la sua spiaggia di sabbia

Spiaggia San Vito Lo Capo

Iniziamo questo elenco con la località di mare più nota della Sicilia Occidentale, più volte nominata spiaggia tra le più belle d’Italia, per la sua spiaggia di sabbia chiara ed il colore cristallino delle sua acque, incastonata in una cornice naturale molto suggestiva, in cui si tiene ogni anno a Settembre l’ormai nota  kermesse gastronomica del Cous Cous Fest, con il suo tripudio di colori e sapori mediterranei.

Sebbene la spiaggia con più presenze in Luglio e Agosto, è indubbiamente ideale per le famiglie e sicura per i  bambini grazie al suo fondale basso e sabbioso  protetto da venti e correnti e grazie ai numerosi servizi presenti a San Vito, dai lidi attrezzati e accessibili anche ai disabili, ai ristoranti di pesce, gelaterie dove gustare il tradizionale gelato caldo-freddo, negozietti di artigianato, etc.

2- Baia Santa Margherita, Castelluzzo

Spiaggia Baia Santa Margherita

Per chi ama il comfort della sabbia e rifugge dal caos estivo delle spiagge più affollate e turistiche, Baia Santa Margherita è certamente una valida alternativa, a soli 5 minuti d’auto dalla più nota San Vito Lo Capo.

Un simpatico trenino su gomma collega la spiaggia libera con l’ampio parcheggio sulla strada, attraversando il paesaggio pianeggiante e  selvaggio che la circonda; la piana di Castelluzzo regala un’esplosione di colore dei vari fiori selvatici in primavera, mentre le montagne circostanti si accendono di rosso durante gli spettacolari tramonti estivi. 

Il mare poi, quello del Golfo di Cofano su cui si affaccia, abbraccia tutte le tonalità del blu a secondo del vento che l’accarezza.

3– Cala del Bue Marino, Macari

Spiaggia Cala Bue Marino

Questa piccola cala di libero accesso, premiata nel 2015 da Legambiente, come “La più bella d’Italia”, si trova in località Macari sulla strada per San Vito Lo Capo.

Il suo mare azzurro a cui è difficile resistere e i caratteristici ciottoli bianchi le danno luminosità, accendendo il contrasto con la scogliera rossastra che la delimita quasi a proteggerne dalla vista la sua bellezza primordiale. 
Dalla curva panoramica sovrastante è possibile ammirare la Cala del Bue Marino in tutto il suo incanto insieme all’intera costa del Golfo di Cofano, specialmente durante gli infuocati tramonti estivi quando il sole si fonde sul mare.

4- Cala Tonnarella Dell’Uzzo, Riserva Naturale Orientata dello Zingaro

Spiaggia Cala Tonnarella dell'Uzzo

Posta tra San Vito Lo Capo e il borgo di Scopello, la Riserva dello Zingaro costituisce un ecosistema mediterraneo unico per fauna, flora e patrimonio storico-culturale, che con resilienza ha saputo reagire nel tempo alle minacce dell’uomo.

Oltre al paesaggio montano con i suoi numerosi sentieri e panorami mozzafiato, lo Zingaro ha una costa rocciosa incontaminata in cui sono incastonate 6 piccole cale di ghiaia da cui accedere al mare, ognuna più bella dell’altra, raggiungibili da un sentiero costiero di circa 7,5 km. La Cala della Tonnarella Dell’Uzzo è la più grande e la più facile da raggiungere data la sua vicinanza all’ingresso Nord e al parcheggio, rendendola ideale soprattutto per le famiglie con bambini al seguito. Inoltre il vicino Museo delle Attività Marinare custode dell’antica pesca al tonno che si praticava in passato contribuisce a rendere unica l’esperienza.

5– Tonnara di Scopello

Spiaggia Tonnara di Scopello

Questo luogo in realtà non è proprio una vera spiaggia, ma molto di più. E’ un luogo della memoria, un paesaggio unico da cartolina con gli imponenti faraglioni e l’antica torre costiera che si ergono dal mare cristallino antistante, un simbolo, uno stato d’animo. Osservandolo per la prima volta, colti dallo stupore del suo fascino, potreste pensare di conoscerlo già e di averne familiarità come in una sorta di déjà vu e non ne avreste tutti i torti perchè la Tonnara di Scopello per la sua singolarità è stata scelta come set di diversi spot pubblicitari e film, dal Commissario Montalbano a Ocean Eleven.

L’accesso al mare avviene dallo scivolo un tempo usato per portare a secco le barche dei tonnaroti, mentre l’accesso alla proprietà è tramite il pagamento di un biglietto usato per garantire il mantenimento dei luoghi. 

6- Cala Mazzo di Sciacca, Scopello

Spiaggia Cala Mazzo di Sciacca-min

Probabilmente una delle meno conosciute tra le spiagge di questa lista, in realtà Cala Mazzo di Sciacca è piccola gemma nascosta, valida alternativa alla super gettonata Tonnara o alla più grande spiaggia di Guidaloca posta all’ingresso di Scopello, soprattutto per chi cerca un pò più di intimità.

Situata proprio tra la Tonnara e l’ingresso sud della vicina Riserva naturale dello Zingaro, la si raggiunge tramite una stradina che degrada verso il mare e che man mano rivela il paesaggio mozzafiato in cui Cala Mazzo di Sciacca è incastonata: la verde della vicina pinetina, il profilo dei monti circostanti, il bianco dei ciottoli e della sabbia contribuiscono a rendere unica l’esperienza di un bagno nelle sue acque azzurre e limpide.

7- La Baia di Cornino, Custonaci

Spiaggia Baia di Cornino

Posta ai piedi del Monte Cofano con la sua inconfondibile forma triangolare, la Baia di Cornino si affaccia sul Golfo di Bonagia delimitato nel versante opposto dal Monte Erice, su cui sorge l’omonimo borgo medievale. 

Questa piccola spiaggia di sabbia, che a tratti contende la battigia con le rocce, è lambita da acque azzurre e trasparenti, a tratti fresche. Inoltre, la presenza ravvicinata e imponente di Cofano che ne fa da sfondo con la sua prateria di palme nane, rende Cornino un posto unico dalla bellezza atavica che non lascia affatto indifferenti, nelle varie stagioni dell’anno. 

L’adiacente Riserva Naturale di Monte Cofano con il suo sentiero costiero da cui è possibile ammirare le isole Egadi in lontananza e il vicino sito delle Grotte paleolitiche di Mangiapene Scurati, fanno di Cornino una buona base per gli amanti delle escursioni a piedi, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali.
La sua natura selvaggia richiede senz’altro un pò di adattamento per le famiglie con bimbi più piccoli, sebbene i più grandi amino correre e tuffarsi dalla passerella galleggiante che viene installata sulla spiaggia nei mesi estivi.

8- La spiaggia di San Giuliano, Trapani

Spiaggia di San Giuliano

Sono diversi i motivi, a mio avviso, che rendono l’incantevole spiaggia di San Giuliano meritevole di fare parte di questa breve lista delle spiagge più belle del trapanese  pur essendo una spiaggia cittadina quali:  l’incantevole ampio e lungo arenile di sabbia dorata in parte libero ed in parte attrezzato con la presenza di numerosi chioschi-bar dove fare uno spuntino e lidi privati che noleggiano comodi lettini e ombrelloni,  la sua prossimità alla città Trapani e ai suoi servizi come anche al suo splendido centro storico, il fondale sabbioso che degrada dolcemente  sicuro anche per le famiglie con bambini piccoli e non ultimo i colori e le trasparenze del mare e la magnifica vista sulle isole Egadi o dei vecchi mulini a vento ai margini della spiaggia.

9- Spiaggia di San Teodoro, Marsala

Spiaggia di San Teodoro

Quella di San Teodoro, posta nella zona nord della Laguna dello Stagnone di Marsala, è una piccola e incantevole spiaggia di sabbia con acqua molto bassa e trasparente, che la rendono  sicura e adatta alle famiglie con bambini piccoli.
La particolarità di questo angolo di paradiso, purtroppo non abbastanza tutelato e preservato come dovrebbe, è il paesaggio unico in cui è inserita con una vista privilegiata sulle isole di Favignana e Levanzo che ne fanno da sfondo.

Durante la bassa marea è possibile attraversare a piedi il braccio di mare che la separa dall antistante Isola Lunga o Grande, un’isola privata oggigiorno disabitata su cui sono presenti cumuli di sale e vasche di alcune saline ormai abbandonate che con i loro colori e riflessi contribuiscono a rendere il paesaggio da cartolina. La conformità del luogo insieme ai venti prevalenti richiamano inoltre appassionati di kite surf da tutta Europa, grazie alle condizioni ideali per la pratica di questo sport e la presenza nei paraggi di diverse scuole.

10- Cala Rossa, isola di Favignana

Spiaggia Cala Rossa

Cala Rossa non è l’unica spiaggia, che meriterebbe una menzione, tra quelle presenti sulla splendida Favignana, l’isola principale dell’arcipelago delle Egadi soprannominata anche la farfalla sul mare per la forma che ricorda il leggiadro insetto in volo sul mare blue, osservandola dall’alto. Sono molti, infatti, le baie, le spiagge e gli angoli di Favignana che andrebbero annoverati in questa lista quali Cala Azzurra, Cala Bue Marino o Lido Burrone ad esempio, tutti accomunati da un mare unico in Sicilia e non solo, dai colori e trasparenze caraibiche.
A voler essere precisi, Cala Rossa non è nemmeno una spiaggia, ma una cala nella costa rocciosa modellata dall’uomo dove per secoli sono stati estratti blocchi di calcarenite impiegati nelle realizzazione di case e di alcuni splendidi gioielli architettonici del trapanese, il cui nome è legato al rosso del sangue  versato in mare durante la prima guerra punica del 241 A.C. tra Romani e Cartaginesi e che vide come teatro il tratto di mare antistante.
Piuttosto facile da raggiungere in bici, una volta sbarcati dall’aliscafo al porto di Favignana, Cala Rossa non potrà che lasciarvi a bocca aperta inondati da tanta bellezza che porterete con voi anche dopo la fine del viaggio.

10 + 1 Esperienze uniche che non puoi perderti in vacanza in Sicilia, provincia di Trapani.

Ciao e benvenuto in Sicilia, in provincia di Trapani per l’esattezza.

Quella che segue è una mia personale classifica, non definitiva, delle 10 (+1) cose da vedere, provare, assaggiare per chi visita per la prima volta la Sicilia occidentale, e la provincia di Trapani in particolare.

Sono tutte mete che puoi raggiungere velocemente in auto, scegliendo come base per le tue escursioni le case vacanza “Brezza d’Estate” a Valderice.

Buona lettura!

1) Trascorre la giornata con la propria famiglia andando a zonzo in bici sull’isola di Favignana, tra  secolari cave di tufo trasformate in giardini ipogei, paesaggi africani e cale dalla bellezza mozzafiato per un bagno ristoratore nel  mare blu cobalto di Cala Rossa.

beach Cala Rossa on Favignana Island with small boats and Island Marettimo in background, Sicily Italy

2) Girovagare senza meta tra le stradine acciottolate del borgo medievale di Erice, tra chiese e piccoli negozi di artigianato per godersi un incredibile panorama dal Castello di Venere, gustando una  tipica genovese con la crema, appena sfornata.

2.Castello di Venere, Erice-min

3) Camminare tra le palme nane e i profumi della macchia mediterranea dei sentieri  di terra rossa della Riserva Naturale dello Zingaro per tuffarsi nelle acque cristalline e piene di pesci di una delle sue 6 splendide baie.

3. R.N. Zingaro, cala Tonnarella dell'Uzzo-min

4) Percorrere in auto o in bici le vie del sale tra vecchi mulini a vento e bianche distese di sale luccicanti, della Riserva Naturale di Trapani e Paceco e Le Saline dello Stagnone di Marsala e ritrovarsi ad ammirare il volo dei fenicotteri  ( o dei kitesurf) nella cornice di tramonti rossi fuoco sulle saline.

4.Saline Marsala-min

5) Viaggiare indietro nel tempo tra le maestose rovine del tempio elimo di Segesta e sedersi sugli antichi blocchi di pietra del teatro greco, da cui godersi uno dei meravigliosi spettacoli o il paesaggio della campagna siciliana circostante, con il Golfo di Castellammare sullo sfondo.

5.Tempio elimo Segesta-min

6) Passeggiare la sera tra le eleganti facciate delle vie del centro storico di Trapani  e le suggestive  mura di Tramontana, denominata  la città tra i due mari  dove si contano il Mediterraneo ed il Tirreno,  per lasciarsi rapire dagli odori delle cucine dei numerosi ristoranti  e dalla bontà del cuscus di pesce o delle busiate al pesto alla trapanese.

6. centro storico di Trapani-min

7) Crogiolarsi al sole ai piedi della pittoresca Tonnara di Scopello e degli antistanti faraglioni lambiti  dal blu intenso del mare, in un paesaggio surreale da cartolina, mentre si addenta un gustosissimo trancio di panze cunzatu.

7.Tonnara di Scopello-min

8) Rivivere la storia di Marsala, della intraprendente famiglia Florio e dello sbarco di Garibaldi con i sui mille, sorseggiando un buon bicchiere di vino, tra le secolari botti in rovere delle Cantine Florio.

8. Cantine Florio Marsala-min

9) Raggiungere in barca la piccola isola fenicia di Mothia, all’interno della suggestiva cornice della Laguna dello Stagnone, per  ammirare  la statua del Giovine di Mozia racchiusa all’interno del Museo Whitaker e godersi il magico tramonto tra le saline, seduto in uno dei bar dell’imbarcadero sorseggiando con gratitudine un rinfrescante bicchiere di Grillo.

9. vista aerea Laguna dello Stagnone e Mozia-min

10) Perdersi tra i colorati vicoli della Kasbah di Mazara del Vallo, dove i locali e le comunità magrebine si intrecciano in un melting pot di dialetti, religioni e tradizioni culinarie; dopo aver visitato il Museo del Satiro Danzante, rapiti dalla sua bellezza ancestrale e dall’affascinante storia del suo ritrovamento.

10.Mazara Del Vallo - centro storico-min

11) Scrutare l’orizzonte e i contorni delle isole Egadi  dalla Torre di Cofano, con il rumore del mare che si infrange nella scogliera sottostante e il richiamo dei rapaci che volteggiano sulle pareti dolomitiche di Monte Cofano; sentirsi tutt’uno con la natura selvaggia che non ti aspetti, mentre il sole come una palla infuocata si scioglie sul mare al tramonto.

11.Torre S. Giovanni R.N Monte Cofano-min

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